domenica 25 settembre 2016

lunedì 19 settembre 2016

II

È troppo poco dire che non viviamo
nella luce, che ogni passo
è una caduta d'Icaro e neppure un giorno,
neppure un rumore, neppure un passo
che non ci consacrino possessori di
nulla – gli dèi stessi hanno perso il retaggio
del vento e ormai le loro voci girano a vuoto
quando il cielo si apre le vene
ai quattro orizzonti della camera
e già le foglie si tendono
a ricevere con l'oro e la mirra
l'incenso blu che sale dalla terra. 



Guy Goffette

venerdì 16 settembre 2016

Io tornerò  

Un giorno, uomo o donna, viandante,
dopo, quando non vivrò,
cercate qui, cercatemi
tra pietra e oceano,
alla luce burrascosa
della schiuma.
Qui cercate, cercatemi,
perché qui tornerò senza dire nulla,
senza voce, senza bocca, puro,
qui tornerò a essere il movimento
dell’acqua, del
suo cuore selvaggio,
starò qui, perso e ritrovato:
qui sarò forse pietra e silenzio.



 Pablo Neruda 



Punding Surf | photo by AntonRaharja | http://ift.tt/2cZ0KnE 

mercoledì 14 settembre 2016

XVII sonetto

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.


T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti


che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. 



Pablo Neruda


Blue chicory - photo by Maria Cecilia Camozzi 

venerdì 9 settembre 2016

Io ti sognai una sera...

Donna, fatta di tutte le mie finzioni riunite,
hai vibrato nei miei nervi come una maestà,
piangendo nei sentieri dell'illusione perduta
ho sentito il contatto della tua ignota beltà.


Avvizziti i miei sogni e le mie folli chimere
ti ho forgiata a pezzi celesti e carnali,
come una resurrezione, come una primavera
nella selva di tanti stupidi ideali...


Ho sognato la tua carne divina e profumata,
in mezzo a un morboso torturare del mio essere;
e anche se imprecisa, so come sei, amata,
finzione fatta maestà in carne di donna...


Io ti cerco negli occhi di tutte le donne,
ti cerco però mai ho potuto incontrarti,
e c'è nel disincanto, l'incanto che sei
o che sarai più bella di una donna volgare.


Ti sentiranno i miei sogni eternamente mia,
spuntare dalla bruma di tutte le mie tristezze,
come germinatrice di rare allegrie
che ravviveran la fiamma della tua ignota bellezza.


Pablo Neruda

martedì 6 settembre 2016

Fotografia

Che miseria, questa fotografia!
Un colore volgare sfigura
Questa bocca, questi occhi. Burlarsi della vita
Con il colore, allora era consueto.

Ma ho conosciuto colui di cui si è preso
In queste reti il volto. Credo di vederlo
Scendere nella barca. Con già
L'obolo in mano, come quando si muore.

Che un vento s'alzi nell'immagine, che la sua pioggia
La stemperi, la cancelli! Che si scoprano
Sotto il colore gli scalini grondanti!

Chi fu? Che avrà sperato? Non odo
Che il suo passo che s'arrischia, nella notte,
Goffamente, verso il basso, senza mano che aiuti.



Yves Bonnefoy